1 NOVEMBRE 2026 – I Santi della porta accanto

By 1 Novembre 2026Spiritualità

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

I Santi della porta accanto

Nel Magistero di Papa Francesco è presente un’espressione: “i santi della porta accanto” e che ricopio per evidenziare la giornata di oggi.
Cosa voleva esprimere Papa Bergoglio con questa espressione? Segnalava una santità concreta, quotidiana e accessibile, vissuta non necessariamente da persone celebri o riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, ma da uomini e donne che, nel silenzio della vita ordinaria, testimoniano il Vangelo attraverso la carità, la fedeltà, il servizio e la speranza. Questa prospettiva ha restituito alla santità il suo carattere universale: essa non è privilegio di pochi, bensì la vocazione di ogni battezzato.
Papa Francesco sviluppò questa intuizione nell’Esortazione Apostolica “Gaudete et exsultate” (2018) dedicata alla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. Il Papa affermò: “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nelle persone malate, nelle religiose anziane che continuano a sorridere”. In queste parole il Pontefice riconosce una visione profondamente incarnata della fede. La santità non consiste anzitutto in gesti straordinari, ma nella capacità di vivere con amore le responsabilità ordinarie, trasformando le difficoltà quotidiane in occasioni di fiducia e di dono.
L’immagine della “porta accanto” sottolinea inoltre la prossimità.
I santi non sono figure remote, collocate in un passato idealizzato o in una dimensione irraggiungibile. Essi abitano le nostre strade, i nostri quartieri, i luoghi di lavoro e le famiglie. Possono essere un vicino che assiste una persona anziana, un insegnante che educa con pazienza, un medico che cura con competenza e umanità, un volontario che dedica tempo agli ultimi, oppure una persona fragile che affronta la malattia senza perdere la speranza. La loro testimonianza spesso non produce clamore, ma possiede una forza che può illuminare la società.
Dunque, il santo della porta accanto, è colui che non rimane indifferente davanti alla sofferenza altrui. La sua fede si manifesta nella compassione e nella concretezza. Non si limita a proclamare valori, ma si lascia coinvolgere dalle necessità degli altri, riconoscendo in ogni persona un fratello o una sorella. Per questo la santità, secondo il Papa, è inseparabile dall’amore del prossimo, soprattutto dei poveri, degli esclusi, dei migranti, degli anziani e di quanti vivono situazioni di solitudine.
La santità non è una formula identica per tutti. Ogni persona è chiamata a riconoscere il cammino che Dio le propone, dentro la propria storia, le proprie capacità e i propri limiti. Un genitore, un consacrato, un lavoratore, un giovane o un anziano vivono la vocazione cristiana in forme differenti. Ciò che li accomuna è l’amore vissuto con autenticità, perseveranza e responsabilità.
La “porta accanto”, in definitiva, non è solo il luogo in cui cercare i santi ma la soglia dalla quale ciascuno è chiamato ad uscire divenendo, a sua volta, un segno di speranza.