Non se ne parla ma si diffonde come un cancro…

By 8 novembre 2019Gender

L’ideologia gender continua a fare danni nel nostro paese e, in particolare, prova a corrompere la mente dei bambini.

Purtroppo alcune vicende recenti destano grande preoccupazione e ci obbligano a reagire:

– a Livorno in alcune scuole e’ stato introdotto un progetto dal titolo “Rosa, Celeste, Arcobaleno – Educare al genere”, il quale, senza mezzi termini, fa dilagare l’ideologia gender nelle classi dei bambini,

– in provincia di Bergamo hanno pensato di spiegare il sesso orale in quinta elementare, allo scopo di “far conoscere ai bambini il loro corpo”,

– ad Alessandria nella “Casa delle donne” ha avuto luogo un evento che prevedeva la lettura ai bambini, da parte di due drag queen, di fiabe ispirate alla teoria del gender, come “Piccolo Uovo” e “Nei panni di Zaff”,

– a Bologna e’ tutt’ora in corso il festival Lgbt “Radical choc”, organizzato da Gender Bender e dal Cassero, che intende presentare le “nuove rappresentazioni del corpo, delle identita’ di genere e di orientamento sessuale”, includendo diversi eventi dedicati ai bambini: uno spettacolo che parla di bambine transgender e il “Gioco di stereotipi” nel quale “I ruoli maschili e femminili sono cosi’ mescolati, esagerati e annacquati affinche’ si possano riconoscere i pregiudizi e il loro ruolo discriminatorio nella societa’ e nel mondo della danza”.

Oltre a tutto cio’, ricordiamo l’introduzione a livello di Sistema sanitario nazionale del cosiddetto “farmaco gender” per bloccare la puberta’, la triptorelina, che puo’ ormai essere somministrato a bambini con disforia di genere in modo che possano “piu’ liberamente” transitare verso il sesso opposto.

In realta’, la triptorelina non e’ stata sperimentata per la puberta’ fisiologica, mette seriamente a rischio la salute fisica e psichica dei minori e rappresenta una falsa soluzione (fisica) a un problema di disagio psicologico.

E’ essenziale, vista la deriva in atto, non solo non abbassare la guardia ma rilanciare una offensiva anti-gender, per proteggere i nostri figli e la liberta’ e priorita’ educativa dei genitori.

E’ chiaro che se non facciamo nulla, anche da noi si arrivera’ all’educazione gender obbligatoria nelle scuole (come nel Regno Unito), all’impossibilita’ di manifestare per i diritti della famiglia naturale, a fenomeni come i “drag kid” (bambini all’apparenza transgender osannati dai media).

Fenomeni come quello di Bibbiano dovrebbero insegnarci fino a dove puo’ giungere un sistema che si oppone alla famiglia naturale, se non vi e’ nessuno che lo smaschera e lo combatte apertamente.

Antonio Brandi di Pro Vita e Famiglia Onlus

Jacopo Coghe

Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus