COME SIAMO ATTIRATI anche sui social DALLE CHIACCHERE DA “BAR” O DA “BOCCIOFILA”

By 18 Ottobre 2026Attualità

La malattia del Papa

Abbiamo appreso con grande gioia che ieri pomeriggio Papa Leone XIV è stato dimesso dal Policlinico Gemelli ed è ritornato in Vaticano City State.

La gioia però non cancella ciò che è accaduto nella scorsa settimana dopo che lo stesso Pontefice ha annunciato la sua malattia. Soprattutto da domenica a martedì insieme alla vicinanza e alla solidarietà che moltissimi hanno dimostrato a Papa Leone XIV non sono mancati alcuni, non tanti, che hanno saputo trasformare una malattia in oggetto da chiacchere da bar o da bocciofila con frasi di questo tipo: “Perché è il Papa si sono mossi subito”, “Il Papa è stato operato subito mentre il cittadino qualunque deve aspettare mesi”, “Il Papa in ospedale ha un appartamento tutto suo mentre noi abbiamo reparti anche sfatiscenti”…

C’è da sottolineare, anche se questo è un aspetto marginale, che il Papa è anche un Capo di Stato di un Paese estero, il  Vaticano City State, secondo voi quanti Capi di Stato seguono la lista d’attesa? Non credo neppure il presidente Mattarella quando il 16 aprile 2025 fu ricoverato all’ospedale S. Spirito di Roma per essere sottoposto a un intervento di impianto di pacemaker.  Inoltre, alcuni, hanno anche messo in risalto il trattamento riservato al Papa in ospedale, il famoso reparto del decimo piano del Policlinico Gemelli. L’essere ricoverato lì, isolato dal resto dell’ospedale è un atto di privacy e tranquillità nei confronti del Papa come pure di sicurezza ma anche di rispetto degli altri malati; vi immaginate le resse che si sarebbero create se fosse stato ricoverato in un reparto comune?

Detto questo, non neghiamo assolutamente che ogni cittadino italiano avrebbe diritto alla celerità sia a livello diagnostico che terapeutico, ma questa non può essere garantita dal Papa, che ripeto è Capo di Stato di un Paese estero, ma è compito dello Stato Italiano programmare una sanità rapida ed efficiente. Anche in questo la Chiesa fa la sua parte a livello italiano e globale, infatti nel mondo gestisce  5.377 ospedali dei quali 1.700 in Africa. Per quanto riguarda l’Italia ricordiamo il Policlinico Gemelli di Roma, la Fondazione Casa del Sollievo di san Giovanni Rotondo, la Fondazione Poliambulanza di Brescia, Ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar… e molti altri gestiti da Ordini Religiosi maschili e femminili, oltre l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (extra territoriale).

Il mio invito è questo: quando discutiamo non lasciamoci trasportare solo dalla “pancia” ma anche dall’intelligenza e dall’approfondimento delle varie tematiche; è un rispetto che riserviamo a noi stessi ma anche agli altri.